26 Ottobre 2020

Il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha promosso un avviso pubblico per un importo complessivo di 750.000 euro per favorire la rinascita e la rigenerazione culturale, turistica ed economico-sociale dei piccoli borghi.
Il progetto si chiama “Borghi in Festival–Comunità, cultura, impresa per la rigenerazione dei territori” ed è stato pensato per finanziare attività culturali, da realizzarsi in forma di festival, al fine di favorire il benessere e migliorare la qualità della vita degli abitanti dei borghi italiani attraverso la promozione della cultura.
Il bando, frutto di un accordo tra Direzione Generale Creatività Contemporanea e Direzione Generale Turismo del MiBACT, rientra tra le azioni istituzionali messe in atto dal Ministero per incentivare progetti di rigenerazione dei territori e per rafforzare e integrare l’offerta turistica e culturale nei borghi italiani all’insegna della sostenibilità, dell’accessibilità e dell’innovazione.
In particolare, Borghi in Festival punta a promuovere e sostenere la qualità e le eccellenze dei territori, per valorizzarne le risorse culturali, ambientali e turistiche; a creare opportunità per il miglioramento sociale ed economico, anche attraverso l’incubazione di imprese culturali, creative e innovative di comunità; a promuovere e sostenere contenuti innovativi nelle attività di educazione e formazione; a rafforzare l’offerta turistica e culturale dei territori; a sviluppare approcci progettuali integrati pubblico-privato.
Destinatari del bando sono i Comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti, ma anche fino a 10.000 abitanti purché abbiano individuato il centro storico quale zona territoriale omogenea (ZTO), con preferenza per quelli identificabili come aree prioritarie e complesse. I Comuni possono partecipare singolarmente o in rete tra loro, anzi il bando intende favorire progettualità basate su approcci integrati, e sono tenuti a costituire partenariati con almeno un ente non profit e con almeno un soggetto co-finanziatore. Il finanziamento erogabile prevede un limite massimo di 75.000 euro per i Comuni che partecipano singolarmente, di 250.000 euro per i Comuni che partecipano in rete.
I progetti presentati potranno prevedere, tra le varie attività, eventi quali incontri, seminari, laboratori; attività di formazione e accompagnamento di percorsi formativi; realizzazione di piattaforme o applicativi digitali nonché di strumenti di comunicazione non digitali ma innovativi; attività culturali e creative con particolare attenzione all’innovatività; mostre, opere, rassegne incentrate sulla promozione del dialogo intergenerazionale, interculturale e sociale; eventi innovativi per la fruizione del patrimonio culturale.
Si attende la pubblicazione dell’avviso. I partecipanti avranno 60 giorni per l’elaborazione dei progetti. I festival vincitori potranno essere realizzati da aprile a luglio 2021.

I borghi d’Italia rappresentano non solo la nostra storia e l’identità della nostra regione, ma sono l’essenza e la linfa diffusa su tutto il territorio della Calabria.
Per questo potrebbe essere interessante per la Cgil promuovere un’interlocuzione con i Comuni.
Perché si tratta di una buona occasione per stimolarli a puntare alla rigenerazione dei territori, alla sperimentazione di modelli di economia innovativi, equilibrati, sostenibili, strettamente connessi con le comunità locali. Una buona occasione perché le comunità possano prendersi cura dei loro territori promuovendone il valore storico e identitario, valorizzandone il patrimonio culturale, avviando percorsi formativi, attivando iniziative imprenditoriali, creando così opportunità di crescita sociale ed economica.
In tal senso, fondamentale è promuovere il concetto di rete: i Comuni, le comunità, devono saper agire in una logica di filiera che favorisca l’interazione, lo scambio, la condivisione delle buone pratiche sperimentate con successo.
I borghi sono un patrimonio di cultura, arte e storia. Tenerli vivi significare preservare questo patrimonio e quel museo diffuso che è il valore aggiunto della nostra offerta turistica. Valorizzarli significa non solo avere – quando la pandemia sarà un brutto ricordo – altri luoghi di bellezza da far ammirare e scoprire ai turisti di tutto il mondo, ma prioritariamente mettere in sicurezza le sue strutture architettoniche, tutelare il nostro territorio, così fragile e così bisognoso di manutenzione, a cominciare dalla salvaguardia idrogeologica